Autore: admin

Zanzare

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La biopiscina sarà piena di zanzare?

Non è vero che nelle biopiscine prolificano le zanzare, anzi! Le zanzare nidificano su specchi d’acqua il cui livello è fluttuante durante l’anno e in cui non possano insediarsi i predatori.

Nelle biopiscine la superficie dell’acqua mantiene un livello costante ed è connotata da un lento movimento, che convoglia l’acqua ad un filtro meccanico (skimmer). Inoltre, rane ed altri predatori eviteranno del tutto lo sviluppo delle larve.

Alle zanzare piaccio ambienti paludosi e stagnanti. Sicuramente il contrario di una biopiscina dove l’acqua è ossigenata e povera di nutrienti.

Insomma, non abbiamo mai visto una biopiscina con le zanzare!

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AUTORIZZAZIONI PER BIOPISCINE

La richiesta di autorizzazione sanitaria deve essere effettuata solo per la costruzione delle piscine naturali ad uso pubblico.

Non esiste ancora, in Italia, una normativa ad hoc riguardante le biopiscine. Dipende molto dall’ufficio tecnico del comune in cui si presenta la richiesta di autorizzazione. Ovviamente, lo standard di balneabilità non può essere uguale ad una piscina depurata a cloro! Quindi spesso si fa riferimento ai criteri di balneabilità per laghi e fiumi.

Comunque, la Provincia di Bolzano e l’Azienda Sanitaria Locale hanno elaborato nel 2011 una direttiva dal titolo: Linee guida sulle caratteristiche di qualità dell’acqua, la vigilanza e la gestione delle piscine naturali pubbliche. Per gli standard di qualità si fa riferimento a questa direttiva, che assicura la sicurezza sanitaria dell’acqua della biopiscina.

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Tipologie di Biopiscine

LE 5 CATEGORIE

Se vi state interessando ad avere una biopiscina ma non avete elementi per decidere come farla, in questo articolo vi spieghiamo meglio come sono concepite.
Le biopiscine si dividono in cinque categorie, per ordine di meccanizzazione e tecnologia crescente (e anche prezzo).
In generale, tutte le categorie di biopiscine si ispirano a modelli acquatici presenti in natura: dagli stagni, ai laghetti di montagna e alle acque correnti di un fiume.

Le prime tre categorie si rifanno ai modelli naturali delle acque ferme. L’acqua viene tenuta
ferma o in lento movimento. E’ presente una ricca biodiversità, con anfibi, insetti, fitoplancton e zooplancton. L’acqua può presentare una leggera torbidità in alcuni periodi dell’anno. La zona balneabile è di poco più grande di quella di ftodepurazione (o rigenerazione). Per avere una stabilità biologica, si consiglia di non costruire al di sotto dei 100 metri quadrati.
Le categorie 4 e 5 si rifanno ai modelli di acque correnti, e presentano una tecnologia più raffinata. Questo permette di avere una zona balneabile molto più grande rispetto a quella di rigenerazione. L’acqua è sempre limpida e cristallina e vi sono poche piante. Per la depurazione dell’acqua, infatti, vengono usati dei filtri biologici, costituiti da pietrisco su cui si formano i batteri depuranti, sotto forma di patina detta “biofilm”. La circolazione viene mantenuta costante tutto l’anno e i filtri necessitano una continua pulizia tramite contro-lavaggio, con produzione di acque di scarto.
Di seguito forniamo una breve descrizione delle varie categorie:
– Categoria I: chiamata anche “nature pure”, puramente naturale.Non viene impiagata tecnologia. Per la costruzione si usano materiali più semplici possibili ed è connotata da un’elevata biodiversità. La zona balneabile ricopre il 50% della superficie;
Categoria II: si utilizza lo skimmer (filtro meccanico) per pulire la superficie. La biodiversità è pari a quella della categoria I, mentre la zona balneabile è di poco superiore.
Categoria III: oltre allo skimmer, viene garantito un passaggio regolare di acqua tra zona balneabile e zona di rigenerazione. La superficie balneabile può essere anche il 60% del totale, quindi maggiore delle altre categorie. La biodiversità in vasca è paragonabile alle altre due categorie.
Categoria IV: utilizza una tecnica più avanzata. Viene impiegato un filtro biologico a ghiaia o zeolite per mantenere l’acqua limpida e pulita. Vi è minore presenza di piante ed animali in vasca. La superficie balneabile può essere anche il 70%. L’intorbidimento dell’acqua per questo tipo di piscine è molto raro.
Categoria V: elevata tecnologia di depurazione. Vengono impiegati biofiltri a circolazione continua che mantegono una depurazione spinta dell’acqua in vasca. Le piante presenti in vasca, se ci sono, svolgono principalmente una funzione decorativa. L’acqua è sempre cristallina.
Con questo breve articolo speriamo di aver fornito un quadro più chiaro sulla scelta della biopiscina e sul suo funzionamento. Come avrete capito, la progettazione fai-da-te può risultare molto rischiosa se non si conoscono bene i meccanismi depurativi di una biopiscina, e si rischia di realizzare un’opera non funzionante.
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Alghe

Le alghe in biopiscina si presentano sia sotto forma di filamenti (che sono le laghe che siamo abituati a immaginare) sia sottoforma monocellulare sospesa in acqua, che crea una leggera torbidità. Mentre le alghe filamentose si formano sulle superfici, le alghe sospese le troviamo fluttuanti in acqua.
La presenza di alghe nella biopiscina non è pericolosa per la salute e per l’igiene dei bagnanti. Anzi, la loro presenza favorisce l’eliminazione degli inquinanti e l’ossigenazione dell’acqua. Spesso, però, una presenza massiccia può causare intorpidimento dell’acqua e inibizione della crescita delle piante. Lo sviluppo delle alghe va quindi attentamente controllato tramite una progettazione accurata.

Ma perché si formano le alghe?

Le alghe sono tra gli organismi acquatici più antichi e semplici, quindi hanno sviluppato un forte adattamento a qualsiasi condizione. Si può dire, comunque, che il fosforo sia il fattore limitante alla loro crescita, e quindi l’elemento da controllare. Le alghe possono crescere anche con valori di fosforo molto bassi, inferiori ai 10 µg/l.
Per limitare l’apporto di fosforo è fondamentale riempire e rabboccare la vasca con un’acqua adeguata ed utilizzare idonei materiali di costruzione. Inoltre, durante l’utilizzo è bene controllare l’immissione eccessiva di sostanze organiche (come ad esempio le foglie) e cercare di mantenere pulito il fondo.
Un altro fattore che concorre allo sviluppo delle alghe è la luce solare. Senza luce le alghe non crescono. Per questo è molto utile creare delle zone d’ombra nella vasca in modo da limitare lo sviluppo algale. Questo si ottiene principalmente tramite piantumazione di ninfee e altre piante galleggianti, oltre che a zone profonde in cui non penetrano i raggi solari.
Spesso, comunque, soprattutto nei primi anni, qualche alga potrà sempre comparire nella stagione primaverile, ma nel giro di qualche giorno l’acqua ritroverà il suo equilibrio.

Vari tipi di alghe

Alghe verdi: possono essere monocellulari, coloniali e pluricellulari. Hanno una struttura cellulare evoluta e sono tra i più diffusi tipi di alghe che possiamo trovare in bipoiscina. La loro presenza causa un intopridimento dell’acqua ma non risulta un rischio per la salute;
Diatomee: sono alghe monocellulari. Non sono tossiche e la loro presenza può comportare un intorpidimento dell’acqua di colore marrone. La loro presenza è limitata nelle biopiscine, perché richiedono un apporto di ortosilicati per la formazione della loro parete cellulare: elemento poco solubile in acqua e quindi non disponibile.
Alghe dorate: sono alghe molto diffuse nelle biopiscine e la loro diffusione provoca intorpidimento marrone e un odore particolare. La loro formazione avviene in primavera.
Cianobatteri: detti anche impropriamente alghe azzurre. Sono batteri che vivono tramite fotosintesi. La loro presenza è dovuta da alte temperature, alto contenuto di nutrienti, alti valori di ph e frequente carenza di azoto. Non sono ancora state osservate esplosioni eccessive di questi organismi nelle piscine. Nonostante non siano stati rilevati ancora problemi per la loro eccessiva presenza, va detto che sono in grado di produrre tossine dannose per fegato, sistema nervoso e pelle.
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Costo fitodepurazione

Costruzione

Generalmente un impianto di fitodepurazione chiavi in mano costa circa 1000 euro per abitante, compresa la progettazione. Questo è valido fino a circa 5 o 6 abitanti, dopodiché il prezzo pro capite diminuisce. Non può esistere ovviamente un prezzo fisso, perché dipende dalla situazione specifica: pendenze del terreno, accessibilità, distanza dai fornitori dei materiali, ecc…
I costi principali sono:
  • vasca Imhoff;
  • degrassatore;
  • tubi;
  • pozzetti di controllo;
  • telo impermeabile;
  • ghiaia di riempimento;
  • piante;
  • scavo;
  • progettazione e direzione lavori;
  • autorizzazioni comunali e relazione tecnica.
Ci teniamo che le voci di costo siano sempre trasparenti e tracciabili, stilando preventivi dettagliati prima di cominciare qualsiasi lavoro.
L’opzione di organizzare un corso in fase di cantiere ed eseguire l’opera in autocostruzione garantisce un abbattimento dei costi non indifferente, oltre ad essere un’esperienza interessante e divertente.

Gestione

Un impianto di fitodepurazione non richiede manutenzione specifica, se non lo sfalcio delle piante prima della stagione invernale. Questo è uno dei motivi che rende questi impianti appetibili, non solo da un punto di vista ecologico.
Il nostro lavoro prevede anche la fornitura di un libretto di istruzioni, in cui trovare indicazioni sulla gestione dell’impianto.
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Costo Biopiscina

Costruzione

Mentre per un impianto di fitodepurazione i prezzi sono abbastanza standard, il costo di una biopiscina può essere molto variabile. Possiamo dire che la spesa è paragonabile a quella di un’auto, ma esattamente come nelle auto vi sono vari modelli e dimensioni: il prezzo varia anche a seconda degli optional desiderati.
Volendoci sbilanciare, una piscina di medio-grandi dimensioni (100 m2) costruita con i materiali più semplici ed economici sul mercato, senza optional aggiuntivi (passerelle, fontane, solarium, ecc..) può costare circa 10.000 euro di materiali e scavo.

In generale, sì può dire che il prezzo chiavi in mano possa variare dai 100 ai 900 euro al metro quadro, quindi un range molto ampio!
I costi non variano solo con le dimensioni ma anche con i materiali e i dettagli costruttivi che si scelgono. Il telo impermeabile (in EPDM, HDPE o PVC) è l’unico costo fisso, il cui prezzo si aggira sui 15 euro/m2.
La fase di progettazione diventa la parte cruciale del lavoro, e per questo è molto importante che il progettista segua le esigenze del cliente, fornendo i costi effettivi dell’opera ed eventualmente offrire valide alternative. Le opzioni progettuali e le soluzioni paesaggistiche sono infinite, ed il nostro compito è anche quello di guidarvi nelle valutazioni e nelle scelte.
L’opzione di organizzare un corso in fase di cantiere ed eseguire l’opera in autocostruzione garantisce un abbattimento dei costi non indifferente, oltre ad essere un’esperienza interessante e divertente.

Gestione

La manutenzione ordinaria di una biopiscina non richiede un’elevata specializzazione, e può essere eseguta dal proprietario senza problemi. Si tratta semplicemente di controllare la crescita delle piante e svuotare manualmente il filtro, se presente.
Almeno una volta all’anno va però effettuata la pulizia del fondo, che richiede attrezzi idonei (ad esempio una pompa a immersione e una spazzola) e che può eseguire il proprietario o il costruttore.
Il prezzo di gestione di una biopiscina può quindi variare da 0 a circa 500 euro all’anno.
E’ molto importante che nel primo periodo vada monitorato lo stato delle piante e dell’acqua, in modo da poter intervenire per correggere qualche parametro di qualità. Il prezzo che Rigenera offre per la progettazione comprende anche completa assistenza per il primo anno di avviamento.

Preventivo

Per un preventivo di massima ma comunque dettagliato e specifico, compilate il modulo, cliccando qui. Inviatecelo e risponderemo al più presto.

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